Manifesto per un soggetto politico nuovo

Nasce ALBA, nuovo soggetto politico per la centralità della partecipazione e dei beni comuni (International Post)

07/05/2012Rassegna Stampa
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Articolo del 7.05.2012

ALBA è il nome scelto dal “nuovo soggetto politico” che si è costituito il 28 aprile a Firenze con la prima assemblea nazionale, convocata sulle orme del “manifesto per un’altra politica nelle forme e nelle passioni”, al quale hanno aderito finora più di quattromila persone.

L’assemblea al Palamandela di Firenze ha visto la partecipazione di un migliaio di persone, con gli interventi di molti dei firmatari e promotori del manifesto, tra i quali Paul Ginsborg, Ugo Mattei, Stefano Rodotà, Marco Revelli, Luciano Gallino, Livio Pepino.

Il nome Alba (acronimo di Alleanza Lavoro, Beni comuni, Ambiente) tenta di racchiudere in sé il senso di questa nuova esperienza politica che si affaccia al panorama italiano con un intento di rottura rispetto alla scena attuale. Questa vede ormai lo stesso principio della rappresentanza politica snaturato da partiti privi della minima fiducia da parte degli elettori e da istituzioni sempre più chiuse nei palazzi e lontane dalla vita reale della gente. Alba si propone quindi come soggetto portatore di un forte rinnovamento, di una “rivoluzione” nel modo di intendere le forme e le pratiche della comunità politica, non più fondata su clientelismi e privilegi, ma su processi di riappropriazione democratica del potere da parte dei cittadini.

Per questo, si legge nel manifesto del movimento, laddove assistiamo a una fuga delle decisioni “verso l’alto, verso l’inspiegabile e l’astratto”, bisogna “diffondere il potere, non concentrarlo”, “innescare un processo che destituisca, decostruisca, ceda, decentri, abbassi, distribuisca, diffonda il potere. Bisogna riaffermare la validità della dimensione territoriale locale (ma non ‘localistica’), espandendo tutti quegli spazi in cui il governo e il cittadino sono vicini l’uno all’altro”.

Questo vuol dire aumentare gli spazi e le forme della democrazia partecipativa, prendendo in considerazione anche le nuove pratiche rese possibili dalle tecnologie telematiche e invertire la rotta disastrosa intrapresa dall’egemonia di un pensiero neoliberista “che non ha alcuna cultura dell’eguaglianza, che minaccia a morte lo stato sociale, la dignità e la sicurezza del lavoro”.

I firmatari del manifesto, ponendo una forte pregiudiziale antiliberista, vogliono riaffermare invece la centralità del lavoro e dei beni comuni, la cui gestione deve essere democratica e partecipata, e la loro inalienabilità intangibile.

Fondamentale è poi l’attenzione alla trasparenza, all’uguaglianza di genere, alla semplicità, al coordinamento collettivo e alla rotazione del potere. Potere che deve sempre rimanere “potere di” e mai affermarsi come “potere su”. Centrale anche la questione etica: la nuova politica deve rifiutare passioni personali e distruttive come il narcisismo e fondarsi invece su quelle empatiche della generosità e della gioia. L’apertura al dialogo deve essere costante, così come il riferimento alle due virtù sociali della mitezza e della fermezza, auspicate in uno scritto di Norberto Bobbio per “vincere il male dentro di sé”.

Tra i moltissimi interventi all’assemblea, rigidamente limitati a sette minuti, quello del politologo Marco Revelli sottolinea la volontà del nuovo soggetto costituzionale di porsi come “protagonista di una fase in cui la sfiducia nei partiti è totale”. In un momento nel quale “gli imprenditori si suicidano”, ha affermato Revelli nel suo intervento, il fatto che “Bersani, Casini e Alfano dichiarano di non voler rinunciare ai soldi del finanziamento pubblico è una follia. Ormai è inutile sperare nella capacità dei partiti di autoriformarsi, non ci crediamo più. E siamo preoccupati per l’emergenza sociale che il governo affronta con la ricetta del neoliberismo, un dogma che ha fallito e che non potrà risanare l’economia di questo paese”.

Infuocato l’intervento del giurista torinese Ugo Mattei che se la prende contro

la decisione bipartisan di “inserire il pareggio di bilancio in Costituzione”.“ È stato un vero e proprio golpe bianco” dice, “siamo in un’emergenza drammatica, la gente non sa come campare e ci sono un milione di irresponsabili che banchettano allegramente”.

Tra gli obiettivi del nuovo soggetto politico anche quello di cercare una relazione con i diversi movimenti sorti in Italia in difesa dei beni comuni, come il Forum dell’acqua, le reti per l’ambiente e per la cultura,il movimento no Tav.

Alba promette la costituzione di una nuova e “rivoluzionaria” “cosa” di sinistra nello scenario della politica italiana: il nome è evocativo, dalla forte carica simbolica.

Le idee, le parole, le proposte sembrano convincenti. La politica ha davvero bisogno di forme, pratiche e comportamenti radicalmente nuovi e diversi, lo diciamo in molti.

Solo così, coniugando sperimentazione e radicalità, si può veramente auspicare per il Paese una futura fase costituente dal basso che metta fine alla deriva accentratrice del potere e all’altra sua faccia, uguale e opposta, fatta di demagogia, populismo e retorica “antipolitica”.

Giovanni Manno