Solidarietà nei confronti dei Magistrati delle Procure siciliane
La preoccupazione mostrata dal Presidente Napolitano per la salvaguardia delle prerogative della Istituzione che si trova a rappresentare, concretizzata nel ricorso alla Consulta per conflitto di attribuzione nei confronti della Procura di Palermo, si è ormai trasformata in un esplicito attacco ad alcuni Magistrati, cioè in un conflitto aperto fra poteri dello Stato repubblicano.
Non si poteva fare di più e meglio per confermare il teorema berlusconiano di una Magistratura politicizzata e eversiva.
Se l’atto del Presidente, della cui fondatezza si può dubitare, è comunque legittimo, assai meno giustificati appaiono i successivi interventi di tutte le forze politiche (IDV esclusa) che, per sostenerlo, si sono avventurati in argomentazioni spericolate contro servitori dello Stato che hanno solo compiuto correttamente il loro dovere.
La pretestuosità di quanto sta accadendo è dimostrata sia dal tentativo di mettere in dubbio l’esistenza stessa della trattativa stato-mafia, accertata dalla Corte di Cassazione a conferma delle sentenze di merito dei giudici fiorentini sulle stragi del ’93, che dalla presenza (cui nessuno si è mai opposto) di intercettazioni di colloqui fra il Presidente della Repubblica e un indagato, in quel caso Bertolaso, agli atti di un precedente giudizio.
Ne è ulteriore conferma la capziosità delle argomentazioni usate nei confronti del Procuratore Messineo e del Sostituto Di Matteo.
La gravità della situazione, che rischia di allontanare ulteriormente i cittadini dalle Istituzioni, appare volutamente ignorata da gran parte del mondo politico (e della informazione) impegnato solo a riaffermare i propri spazi di immunità e di autodifesa.
A questo punto riteniamo doveroso che ALBA, impegnata nel rinnovamento dei metodi della politica e nella difesa della Costituzione, assuma esplicitamente una iniziativa sulla vicenda (certo di non minore rilevanza rispetto a lavoro, beni comuni e ambiente), esprimendo la propria solidarietà nei confronti dei Magistrati delle Procure siciliane, che oltre a essere personalmente esposti rischiano di pagare pesantemente per la loro doverosa autonomia dal mondo politico e dagli altri poteri dello Stato.
Silvia Manderino, Mestre
Francesco Baicchi, Pistoia
Citto Leotta, Acireale
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