Manifesto per un soggetto politico nuovo
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ALBA in 2 giorni- CONFRONTO PARTECIPATO A TAVOLI SUL TEMA “Per un’Europa delle Donne, degli Uomini e dei Popoli

Dai tavoli di lavoro di ALBA a Parma sono emersi nuovi spunti di riflessione e nuove idee che hanno consentito di puntualizzare, integrare, arricchire il documento di base. Innanzitutto nel titolo si è voluto dare una maggiore enfasi su una futura Europa che veda protagoniste anche le donne, quindi “Per un’Europa delle Donne, degli Uomini e dei Popoli” e non solo “per un’Europa dei popoli”.

Si è poi approfondita la tematica del Modello sociale europeo a cui aspiriamo come ALBA, con alcune proposte di azione specifiche. Emergono parole chiavi come giustizia sociale, sostenibilità, diritti, partecipazione attiva e paritaria, nuova organizzazione istituzionale, nuovi modelli culturali e formativi, controllo delle banche e dell’economia, diritto di cittadinanza, politiche internazionali di pace e di solidarietà, spazio euro-mediterraneo come nuovo ambito di azione a scala globale, salvaguardia dell’ambiente ed equilibrio ecologico, diritto al lavoro su basi omogenee, ecc.

Alcuni spunti di riflessione sono emersi e potrebbero essere oggetto di specifici approfondimenti ed iniziative nel prossimo futuro; in particolare:

  • Lotta contro le privatizzazioni dei servizi fondamentali e dei beni primari, cercando convergenze con altri movimenti a scala europea e partendo dai territori;
  • Immaginare una nuova struttura del potere, i termini della rappresentanza e le modalità di gestione della cosa pubblica;
  • Iniziative di comunicazione, informazione e cultura su temi significativi (ad es. Tribunale Europeo dei popoli)
  • Reddito-salario e cittadinanza
  • Promozione di azioni volte a sostenere un audit sul debito pubblico e politiche per incentivare la “buona economia”
  • Organizzare un meeting nazionale sul tema “Europa e Mediterraneo”
  • Creare legami di solidarietà tra paesi della comunità
  • Rivedere le politiche di immigrazione

Spunti di riflessione significativi sono emersi anche sull’euro, il debito, la BCE, la finanza speculativa. E’ emersa l’esigenza di nuove azioni di politica economica finalizzate a:

  • Audit sul debito, sua ristrutturazione e rinegoziazione;
  • Politica di controllo delle banche, assumendo indirizzi nuovi come il controllo pubblico per le banche salvate con fondi pubblici, la separazione delle banche commerciali da quelle di investimento, il sostegno alle Banche Etiche e di credito cooperativo, la trasformazione della Banca Centrale Europea in prestatore di ultima istanza dell’Unione, la tassazione delle transazioni finanziarie, interventi di repressione dei meccanismi speculativi;
  • Affermazione di principi di solidarietà e mutualità tra i paesi europei rispetto al debito;
  • Promozione di pratiche virtuose quali la creazione di monete locali.

Si è rilevata concordanza sulla necessità di rivedere struttura, ruolo e funzioni del Parlamento Europeo in chiave federale e democratica (con un vero parlamento, con potere legislativo, eletto su liste transazionali), ma anche l’opportunità di altre misure di riorganizzazione istituzionale quali una “Costituzione europea” e forme di partecipazione attiva della cittadinanza ( sostegno alle Iniziative dei cittadini europei), tenendo ferma l’esigenza di radicare nel territorio l’attività di decisione.

C’è anche un livello di azione con ricadute immediate sull’Italia, la promozione e il sostegno di iniziative di informazione e di opposizione alla votazione del Fiscal Compact e alla ratifica del trattato del MES (Meccanismo Europeo di Stabilità), il nascente direttorio finanziario europeo che cancellerà ogni traccia residua di sovranità politica nazionale e condannerà gli Stati aderenti a un indebitamento forzoso senza limiti, azioni collegate al pareggio di bilancio in costituzione (modifica art.81).

Il documento finale che composto a partire da quello iniziale comprensivo di tutte le integrazioni: