Manifesto per un soggetto politico nuovo

ALBA a fianco del “Comitato 16 Novembre” malati SLA

07/06/2013comunicati0
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ALBA Nazionale insieme ad Alba nodo Articolo 3 parteciperà al PRESIDIO organizzato dal   Comitato “16 Novembre” malati SLA ,per la rivendicazione dei Diritti dei disabili gravi il cui rispetto è stato pesantemente compromesso dallo smantellamento sistematico del welfare operato in nome di una crisi economica determinata da interessi e manovre di” parte ” in un sistema politico- finanziario sull’orlo del collasso.

Saremo presenti al fianco dei malati SLA per ribadire la nostra volontà di contrastare lo scellerato disegno di governi che hanno mostrato e continuano a mostrare un totale disinteresse per la vita  e la condizione sociale delle persone più deboli perché colpite nella propria integrità fisica e/o psichica.

PARTECIPIAMO TUTTI il 12 giugno , dalle ore 10.30 sotto il Ministero dell’Economia a Roma in Via XX Settembre n. 97, alla manifestazione dei malati SLA, per testimoniare la nostra solidarietà  a chi ,con il proprio esempio e sacrificio, ci trasmette il coraggio di portare avanti le lotte necessarie a restituire dignità alle persone e a garantire a tutte/i una maggiore giustizia sociale,nel rispetto del dettato costituzionale.

ALBA Nazionale – ALBA nodo Articolo 3

Contro l’inceneritore di Parma

07/06/2013comunicati0
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La lotta contro l’inceneritore di Parma, come di tutti gli impianti di incenerimento, vede ALBA _ Alleanza Lavoro Benicomuni Ambiente a fianco dei comitati che si battono contro questi impianti falsamente chiamati di “termovalorizzazione”.
Sono in realtà l’emblema di interessi  che vedono l’ambiente e le nostre vite preda della cultura dell’usa e getta, in nome delle superiori esigenze del profitto.
ALBA ribadisce che la tutela dei beni comuni come ambiente e salute, la promozione di un sistema economico e sociale basato sulla giustizia ambientale e sociale, sono le condizioni necessarie per la tutela di una democrazia che non sia solo formale.
Giuliana Beltrame, Emmanuele Curti
Portavoci nazionali di A.L.B.A.

COMUNICATO SULL’ESITO DEL REFERENDUM COMUNALE DEL 26 MAGGIO – Alba Bologna

27/05/2013comunicati0
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27/5/2013

I cittadini di Bologna hanno votato, i cittadini di Bologna hanno scelto la scuola pubblica e la Costituzione.
86000 persone, ben oltre il numero di coloro che sono direttamente interessati alle vicende della scuola, insegnanti, genitori, nonni e altri addetti ai lavori, si sono recati alle urne per dichiarare il loro orientamento sul finanziamento comunale alle scuole private paritarie.
Un risultato di partecipazione importante perché ottenuto in una fase di caduta della credibilità della e nella politica e contro tutti i tentativi messi in campo di ostacolare l’esercizio del voto da parte della Giunta comunale con un ridotto numero di seggi e con una loro distribuzione volutamente disagevole.
Un successo altrettanto importante è uscito dall’esito del voto che ha sottolineato come forte sia l’adesione ai principi costituzionali che disegnano una scuola laica, gratuita, inclusiva come elemento centrale per la formazione della cittadinanza e della coesione sociale.
Un risultato ottenuto da un Comitato di semplici cittadini e associazioni che ha sostenuto una battaglia contro un vastissimo schieramento di forze , tutti i partiti di governo con ministri e parlamentari, le massime autorità ecclesiastiche e le parrocchie direttamente impegnate nella campagna elettorale fino al sindaco che, non ottemperando al suo ruolo di arbitro, ha sostenuto l’opzione B girando tutti i quartieri e scrivendo direttamente a tutti i cittadini.
Ma i bolognesi sono stati chiari: in 50000 hanno votato A in modo uniforme,anche nei quartieri popolari tradizionali insediamenti del PD, raccogliendo molti più consensi di quanto prevedibile dalla sua “base di riferimento” e molti anche nel “campo avverso”.
La capacità di mobilitazione, o forse sarebbe meglio dire la credibilità, del fronte che chiedeva il mantenimento del finanziamento alle private si è fermata a 35000 voti segnando il vero “flop” di questo referendum.
Ora la Giunta deve rispettare questo limpido parere espresso dal voto e avviare il percorso previsto dal regolamento comunale.
In questi giorni, molti sono stati i messaggi di appoggio e condivisione alla iniziativa bolognese e molte le richieste di di aiuto e collaborazione per avviare analoghe battaglie in altre città.
Ora possiamo dire che da Bologna viene la conferma che la scuola è tornata al centro della discussione e delle necessarie scelte della politica e che persone consapevoli,disinteressate e decise possono avviare un processo di partecipazione e di democrazia dal basso che può sfidare e battere i poteri forti di una città.
La nostra esperienza non si chiude all’inteno delle nostre mura.
Bologna ha riguardato l’Italia e l’Italia può fare come Bologna.

Alba Bologna

Domenica al voto. Alba per una nuova coalizione democratica, fra Comuni e Scuola

23/05/2013comunicati0
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23/5/2013

Gli appuntamenti elettorali che ci attendono il prossimo weekend chiedono a ciascuno di noi un impegno diretto e senza tentennamenti. Se è vero infatti che le ultime vicende politiche nazionali hanno consacrato quel che le elezioni di febbraio avevano smascherato – la deflagrazione di un sistema e dei suoi principali attori, i partiti politici tradizionali – la reazione più diffusa sembra essere una inquieta e diffidente attesa. Come se le mura della città fossero crollate ma nessuno di noi avesse ancora il coraggio di muoversi per ricostruire fuori dagli steccati consolidati.

È per questo che, mentre tutto il sistema crolla, sui territori si ripropongono ancora vecchie alleanze e logiche politiche ormai inattuali, facendo finta di nulla. Dall’altra parte l’unica protesta visibile sembra essere quella del M5S, che in questi mesi ha semplicemente accentuato l’impotenza e un senso reattivo senza alcuna capacità di costruire orizzonti nuovi e comuni.

È per opporci sia a questa rimozione sia alla pura reazione grillina che dobbiamo ritrovare con forza la capacità di muoverci e agire. In molte città vi sono liste che provano a indicare sentieri e percorsi nuovi, già fuori dal vecchio che sta ancora bruciando. Queste liste appartengono alla ‘Rete dei Comuni Solidali’, un laboratorio nazionale di liste (Sandro Medici con ‘Repubblica Romana’ a Roma, Ciccio Auletta con ‘Una città in comune’ a Pisa, Laura Vigni con ‘Sinistra per Siena a Siena, Giovanna Giacopini con ‘Brescia solidale e Libertaria a Brescia, Stefano Crispiani con ‘Abc: Ancona Bene Comune ad Ancona e Renato Accorinti con ‘Cambiamo Messina dal basso’ a Messina), con un percorso ed una visione condivisa sui beni comuni, sui diritti sociali (dal lavoro alla casa), su forme di altra economia, sulla democrazia partecipata. Esse provano, ripartendo dalle comunità locali, a rigenerare percorsi innovativi e non reattivi, a liberarsi dalle macerie per ricostruire in modo solidale i nostri territori.

Ad accompagnare idealmente questo percorso Bologna è chiamata invece a difendere la scuola pubblica, con un referendum contro i finanziamenti a quella privata, in nome di un sapere laico, accessibile a tutti, capace di produrre nuove forme di legame sociale e non steccati identitari.

Alcuni di noi sono coinvolti direttamente in queste vicende, altri lo sono indirettamente, ma tutte e tutti ci sentiamo ugualmente impegnate/i, perché fuori dalle mura della politica in stato di agonia ci sono spazi nuovi dove stiamo ricominciando. Cominciamo da lì, cominciamo subito.

ALBA – Comitato operativo

ALBA aderisce a “Non è cosa vostra”. Manifestazione per la Costituzione promossa da Libertà e Giustizia il 2 giugno a Bologna

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Il 2 giugno la nostra presenza alla manifestazione di Bologna è dettata dalla consapevolezza dei pericoli che sta correndo la nostra democrazia e dalla necessità di ricominciare a tessere una capacità di relazione e azione condivisa sui temi che, pur partendo da collocazione diverse, stanno ugualmente a cuore a tante e tanti: democrazia, Costituzione, rappresentanza; uscita dalla crisi attraverso una riconversione produttiva che metta in primo piano il rispetto della dignità del lavoro, l’ambiente e la giustizia sociale. L’attuazione cioè del dettato costituzionale.
L’attacco che ha subito e che a breve subirà la nostra Costituzione deve farci ritrovare la forza che abbiamo espresso nel 2006 per contrastare scellerati disegni autoritari e, nella consapevolezza delle nuove difficoltà derivanti dall’attuale quadro politico, per mettere in azione le volontà ed energie di tante persone che si sentono spaesate/tradite “dall’indecente connubio”.

A.L.B.A. – Alleanza Lavoro, Benicomuni, Ambiente

ALBA aderisce alla manifestazione della FIOM “Basta! Non possiamo più aspettare” di sabato 18 maggio a Roma

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La manifestazione promossa dalla FIOM per il 18 maggio richiede un sostegno e un’adesione senza alcun tentennamento.

ALBA aderisce e invita tutti alla partecipazione, condividendo lo spirito e gli scopi dell’iniziativa e riconoscendone un’occasione politica cruciale, rispetto agli eventi precipitosi che si stanno succedendo.

Sarà infatti la prima manifestazione di opposizione al governo Letta-Alfano da parte di tutta la cittadinanza che si riconosce nella Costituzione repubblicana e che ha come programma politico la realizzazione dei valori di giustizia e libertà che la informano.

Ma il valore simbolico di questa manifestazione è che essa permette a tutte e a tutti di stare al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici, che abitano la frontiera in cui il lavoro viene sempre più trasformato in merce, arma di ricatto, veicolo di sottrazione di diritti acquisiti.

Ripartire dal lavoro e dall’uso ricattatorio a cui è consegnato in forma ormai oppressiva vuol dire mettersi insieme per un progetto politico sempre più consapevole che la crisi della politica e la crisi del lavoro sono due facce della stessa medaglie, sono due forme della stessa oppressione e della stessa lotta di classe di alcuni, sempre più garantiti nei loro privilegi, contro altri, sempre meno sicuri dei loro diritti.

Solo il lavoro ci permette di riconoscere che questa crisi non è semplicemente simbolica ma è, sempre di più, materiale. Essa si nutre della debolezza e della collusione della politica per impoverire il paese. Svuota di significato la partecipazione democratica per eliminare ogni ostacolo a una sopraffazione sempre più sfacciata di pochi nei confronti di alcuni. La democrazia e la fabbrica: una nuova alleanza tra politica e lavoro, tra codici simbolici e condizioni materiali, per rivendicare e proteggere diritti e non cedere alla barbarie avanzante. La difesa della democrazia impunemente occupata dal governissimo e del lavoro minacciato e smarrito hanno la stessa radice, richiedono una battaglia comune.

Nelle assemblee che ALBA ha promosso in tutta Italia nei prossimi giorni, al centro del dibattito ci sarà per l’appunto il tema del lavoro, dei diritti e della giustizia sociale, in condivisione con le lotte che la FIOM sta portando avanti. Questi momenti di coagulazione di forze diverranno tappe importanti verso e oltre il 18 maggio.”