Domenica al voto. Alba per una nuova coalizione democratica, fra Comuni e Scuola
Gli appuntamenti elettorali che ci attendono il prossimo weekend chiedono a ciascuno di noi un impegno diretto e senza tentennamenti. Se è vero infatti che le ultime vicende politiche nazionali hanno consacrato quel che le elezioni di febbraio avevano smascherato – la deflagrazione di un sistema e dei suoi principali attori, i partiti politici tradizionali – la reazione più diffusa sembra essere una inquieta e diffidente attesa. Come se le mura della città fossero crollate ma nessuno di noi avesse ancora il coraggio di muoversi per ricostruire fuori dagli steccati consolidati. È per questo che, mentre tutto il sistema crolla, sui territori si ripropongono ancora vecchie alleanze e logiche politiche ormai inattuali, facendo finta di nulla. Dall’altra parte l’unica protesta visibile sembra essere quella del M5S, che in questi mesi ha semplicemente accentuato l’impotenza e un senso reattivo senza alcuna capacità di costruire orizzonti nuovi e comuni. È per opporci sia a questa rimozione sia alla pura reazione grillina che dobbiamo ritrovare con forza la capacità di muoverci e agire. In molte città vi sono liste che provano a indicare sentieri e percorsi nuovi, già fuori dal vecchio che sta ancora bruciando. Queste liste appartengono alla ‘Rete dei Comuni Solidali’, un laboratorio nazionale di liste (Sandro Medici con ‘Repubblica Romana’ a Roma, Ciccio Auletta con ‘Una città in comune’ a Pisa, Laura Vigni con ‘Sinistra per Siena’ a Siena, Giovanna Giacopini con ‘Brescia solidale e Libertaria’ a Brescia, Stefano Crispiani con ‘Abc: Ancona Bene Comune’ ad Ancona e Renato Accorinti con ‘Cambiamo Messina dal basso’ a Messina), con un percorso ed una visione condivisa sui beni comuni, sui diritti sociali (dal lavoro alla casa), su forme di altra economia, sulla democrazia partecipata. Esse provano, ripartendo dalle comunità locali, a rigenerare percorsi innovativi e non reattivi, a liberarsi dalle macerie per ricostruire in modo solidale i nostri territori. Ad accompagnare idealmente questo percorso Bologna è chiamata invece a difendere la scuola pubblica, con un referendum contro i finanziamenti a quella privata, in nome di un sapere laico, accessibile a tutti, capace di produrre nuove forme di legame sociale e non steccati identitari. Alcuni di noi sono coinvolti direttamente in queste vicende, altri lo sono indirettamente, ma tutte e tutti ci sentiamo ugualmente impegnate/i, perché fuori dalle mura della politica in stato di agonia ci sono spazi nuovi dove stiamo ricominciando. Cominciamo da lì, cominciamo subito. ALBA - Comitato operativo_________
VOGLIAMO DISCUTERE INSIEME PER AGIRE INSIEME
LONTANO DA BISANZIO, VICINO AI CITTADINI E ALLE CITTADINE Non c’è più tempo, apriamo un confronto nei territori, cogliamo l’occasione
PROPONIAMO di coagulare la mobilitazione di questi giorni in un percorso di assemblee territoriali fra il 4 e il 16 maggio: occasioni pubbliche aperte ai soggetti attivi singoli e collettivi (associazioni comitati movimenti…) per discutere quanto sta succedendo, per costruire la partecipazione alla manifestazione del 18 maggio a Roma, ma soprattutto per animare un confronto che avrà una prima fase di sintesi nella due giorni di Bari il 15 e 16 giugno, su democrazia e rappresentanza. CONTINUA A LEGGERE
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GOVERNO LETTA: E' IL SECONDO GOVERNO NAPOLITANO-EUROPA. IMPRESENTABILE
La formazione del governo Letta è la naturale conseguenza del presidenzialismo di fatto rappresentato, come ultimo passaggio, dalla rielezione di Napolitano. È un governo politico del presidente, un governo politico PD-PDL, in continuità con il governo Monti. Napolitano ha costruito una proposta coerente mettendo insieme chi ha programmi compatibili con il quadro delle politiche Europee. Di queste compatibilità il gruppo dirigente del PD è il massimo garante. (CONTINUA A LEGGERE)
