Come scegliere il legno di qualità

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La nostra vita è scandita da scelte. Non ci facciamo caso, ma ogni nostro gesto rappresenta una decisione. Ce ne accorgiamo solamente quando siamo di fronte ad un dubbio e non sappiamo quale mossa compiere. Un classico esempio è la spesa al supermercato, quando vediamo sugli scompartimenti tanti prodotti simili e non sappiamo quale acquistare. Ma ciò vale per tutto il settore del commercio. Ecco che riguarda anche il settore della falegnameria. In quest’articolo vi forniremo quindi dei consigli su come scegliere il legno.

Per ottenere un mobile o una struttura in legno soddisfacente ciò che fa la differenza è proprio la materia prima. È vero che i fattori in gioco che concorrono alla realizzazione di un lavoro sono tanti, ma è pur sempre il legno a rappresentare la base. Ecco che non solo importante, ma proprio fondamentale che sia di qualità. E come si riconosce un legno di qualità? Affidandosi alle persone giuste, come ai falegnami professionisti di A Proposito di Legno.

Il legno di qualità è infatti quello che è stato tagliato e trattato nel migliore dei modi e che ha passato i dovuti controlli. Ciò significa quindi che ha anche ottenuto la relativa certificazione. A tal proposito rendiamo noto che i parametri standard di riferimento per la gestione delle foreste sono oggi le certificazioni FSC e PEFC. Dunque sono queste due sigle a determinare la qualità del legno. Infatti superare il Programma per il Riconoscimento di schemi nazionali di Certificazione Forestale (PEFC) significa che il legname è stato prelevato da un bosco o da una foresta che è in linea con i requisiti richiesti.

 

Detto così è poco esplicativo, ecco che specifichiamo che tali requisiti principali sono:
– la conservazione dell’habitat naturale delle piante e degli animali
– la tutela della biodiversità
– la ri-innovazione o rimboschimento delle aree boschive
– la protezione continua dell’acqua e del terreno
– il taglio delle piante seguendo il ritmo di crescita naturale della foresta.

Ma questi non sono gli unici, perché per ottenere la certificazione circa il materiale è necessario che anche le aziende e falegnamerie stesse rispettino delle condizioni. Esse riguardano i diritti delle popolazioni indigeni, la predilezione della filiera corta e, soprattutto, la tutela dei lavoratori, in termini di diritti e di salute.

I principi invece della FSC, la certificazione il cui acronimo sta per Forest Steward Council sono 10, e sono i seguenti:
1 rispetto delle normative e di tutti i regolamenti
2 rispetto dei diritti dei lavoratori
3 rispetto delle popolazioni indigene
4contributo al benessere delle comunità del posto
5 gestione efficace dei prodotti ai fini della sostenibilità economica
6 contenimento degli impatti ambientali negativi
7 gestione coerente
8 monitorare e dimostrare le proprie attività
9 mantenimento alto del valore di conservazione
10 attività in linea con le politiche economiche ed ambientali

Tali standard sono internazionali, non riguardano solo l’Italia ed è importante per le aziende del settore fare in modo di ottenerle. Così come è importante per i consumatori finali cercare prodotti che abbiano queste sigle. Questo garantisce loro di avere tra le mani un legno di qualità.
Ovviamente, a prescindere di questo è poi opportuno valutare con attenzione il tipo di lavoro che vi è da fare. In base alla struttura da realizzare ci sarà infatti bisogno di un’essenza diversa. Le varie tipologie di legno si differenziano molto dal punto di vista della robustezza e resistenza. Quindi ognuno di essi ha precisi impieghi d’uso. Questo per dire insomma che la qualità è sì importante, ma serve anche scegliere in maniera corretta il legno più idoneo.

Altresì serve saperlo maneggiare, trattare e lavorare con la dovuta consapevolezza. Solo così si hanno maggiori garanzie circa il risultato finale.